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  • Writer's pictureAthanasia Seimenidou

Angelo Branduardi: Si può fare. Alla scoperta del valore della particella Si


Angelo Branduardi, Trento, 2012

Angelo Branduardi (nato nel 1950) è un cantautore e polistrumentista italiano che ha cercato di unire la musica antica (soprattutto quella medievale e rinascimentale) con la musica folcloristica tradizionale.


Si può fare è un suo album pubblicato nel 1993.

Si tratta di un brano secondo il quale nella vita è lecito (cioè è permesso, è normale, è consentito) fare ogni cosa e poi il suo esatto contrario!

''Si può prendere o lasciare'', ''si può piangere o ballare'', ''si può vendere o comprare'' e così via.


Di solito, nella vita quotidiana si sente di più la forma negativa cioè ''Non si può fare''.

  • La maestra dice al bambino: ''Questa cosa non si fa'', ''Non si può parlare così''.

  • L'impiegato statale dice al cittadino: ''Non si può fare''.

  • Il vigile urbano dice: ''Non si può fermare qui''.

  • Un imprenditore dice: ''Non si può più rischiare al giorno d'oggi''.

  • In museo: ''Non si possono fare le foto'' ecc.

Ma quale è il valore di tutti questi ''Si''?


La particella Si può avere diversi usi.

Si riflessivo

Il primo si che viene spiegato a chi studia l'italiano è il si della forma riflessiva del verbo.


Esistono diversi tipi di verbi riflessivi e diverse funzioni della particella si:


1. Forma riflessiva propria (o diretta): il pronome riflessivo si ha la funzione di complemento oggetto diretto e corrisponde al soggetto.

  • Mario si pettina davanti allo specchio → Mario pettina se stesso

2. Forma riflessiva apparente (o indiretta): il pronome ha la funzione di oggetto indiretto - complemento di termine (a me, a te, a se stesso). L’oggetto diretto è sempre espresso ed è diverso dal soggetto.

  • Mario si lava le mani → Mario lava le mani a se stesso

3. Forma riflessiva reciproca: l'azione è condivisa da due o più persone. È un'azione, appunto, reciproca.

  • Mario e Giorgio non si salutano più → Mario non saluta Giorgio e Giorgio non saluta Mario

  • Mario ed Erica si amano molto → Mario ama Erica e Erica ama Mario

4. Forma riflessiva enfatica: In questo caso il pronome personale mette in risalto il fine dell'azione, cioè l'interesse o piacere personale. Il suo ruolo è quello di denotare il gusto o la soddisfazione nel compiere una determinata cosa.

  • Si é mangiato una pizza → Ha mangiato una pizza con gusto

  • Dopo la conferenza si è fumato una sigaretta → Ha fumato una sigaretta con piacere

5. Forma intransitiva pronominale: Il pronome non ha un valore riflessivo o un particolare significato o una funzione logica ma fa parte integrante della coniugazione del verbo.

Si tratta di una componente formale del verbo che per alcuni verbi è obbligatoria: pentirsi, accorgersi, congratularsi, vergognarsi, annoiarsi, addormentarsi ecc..

Per altri verbi l'uso del pronome è facoltativo ma la sua presenza può dare una diversa sfumatura di significato al verbo: accostare/accostarsi, affacciare/affacciarsi, ricordare/ ricordarsi ecc.

  • Si sono allontanati in fretta → se ne sono andati via

  • Lo hanno allontanato da casa → lo hanno mandato via

Per approfondimenti vai su: La forma pronominale

Si passivante

Quando abbiamo:


SI + 3a persona singolare o plurale di un verbo transitivo + Complemento oggetto espresso


abbiamo una costruzione con il si passivante.

  • In questa tabaccheria si vendono i biglietti

  • Si affittano appartamenti arredati

  • Si comprano francobolli

  • Si vedono degli alberi

Il si passivante si chiama così perché rende una frase passiva. In altre parole è un'alternativa alla forma passiva col verbo essere o venire o andare + participio passato del verbo.

  • Certe cose si pagano a caro prezzo

  • Certe cose sono pagate a caro prezzo

  • Certe cose vengono pagate a caro prezzo

  • Certe cose vanno pagate a caro prezzo

Da non dimenticare:

1. Il si passivante si usa solo alla 3a persona singolare o plurale. Il verbo concorda con il numero del soggetto.

  • Si mangia la pizza

  • Si mangiano le pizze

2. Nei tempi composti l'ausiliare è sempre essere

  • Si sono visti molti giovani per strada

  • Si è detto, si è fatto, si è scritto molto

  • L'appartamento si è venduto a caro prezzo

3. Quando non è presente un complemento oggetto, il si non è passivante ma IMPERSONALE

  • In italia si mangia la pizza (è un si passivante: la pizza è un complemento oggetto)

  • In Italia si mangia bene (è un si impersonale: non c'è un complemento oggetto)

Ma vediamo nel dettaglio il si impersonale...

Si Impersonale

Come abbiamo già detto quando il si è seguito da un complemento oggetto è un si passivante.

Quando il si non è seguito da un complemento oggetto ma da un avverbio o da un infinito, abbiamo un si impersonale.

  • Si può fare → Si + 3a persona singolare + infiniti (abbiamo allora un si impersonale)

1. Il si impersonale ha sempre il verbo alla 3a persona singolare. È un si che equivale all'indefinito uno.

Questa forma ci permette di costruire una frase priva di soggetto grammaticale (impersonale):

  • In questo ristorante si mangia bene e si spende poco (uno, qualcuno, un soggetto generico, in generale, le persone mangiano bene e spendono poco. La cucina è buona e i prezzi sono buoni)

Forme impersonali comuni: si dice, si parla, si sa, si crede, si pensa, si fa, si sta, si parte, si arriva ecc..

2. Con i verbi riflessivi e i verbi pronominali il si impersonale si trasforma in ci per motivi di eufonia.

  • Durante la lezione ci si stanca

3. L'ausiliare per la formazione dei tempi composti è sempre essere però: a) con i verbi che di regola richiedono l'ausiliare avere il participio termina in -o b) con i verbi che di regola richiedono l'ausiliare essere, il participio termina in -i.

  • Non si è detto nulla di importante (dire richiede come ausiliare avere)

  • Si è partiti con due ore di ritardi (partire richiede come ausiliare essere)

  • Ieri sera, in discoteca, ci si è divertiti molto → (a) il si diventa ci per motivi di eufonia (b) l'ausiliare è essere (c) il participio passato ha la terminazione in -i perché il verbo divertirsi richiede l'ausiliare essere per la formazione dei tempi composti

4. Un altro caso particolare nell'uso del si impersonale è con i verbi copulativi (essere, parere, sembrare, risultare, stare, restare, rimanere, diventare, divenire ecc.) e un participio/aggettivo/nome al maschile plurale:


Si + Verbo copulativo + participio passato/aggettivo/nome al maschile plurale

  • Si è tristi quando si è soli

  • Quando si è genitori, si deve saper mantenere la calma

 

Il testo è pieno di infiniti di tutte e tre le coniugazioni. Infiniti che finiscono in -ARE, in -ERE e in -IRE.

Ascolta la canzone e cerca di scrivere tutti gli infiniti che senti. Ce ne sono più di 100!


Si può fare

Testo: Angelo Branduardi/Luisa Zappa Branduardi


Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare puoi correre, volare.

Puoi cantare, puoi gridare puoi vendere, comprare puoi rubare, regalare puoi piangere, ballare.

...

Fin qui, 16 infiniti. Buon ascolto!!


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