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  • Writer's pictureAthanasia Seimenidou

Modi di dire italiani #1

Modi di dire italiani con significato e esempi


"Volevo essere una gatta morta" : questo titolo del libro di Moscardelli Chiara, è stato il punto di partenza per questa rubrica dedicata ai Modi di dire italiani.


I modi di dire sono espressioni idiomatiche dal significato non sempre letteralmente comprensibile. Sono frasi di un significato figurato che quando tradotte direttamente in un'altra lingua, non hanno alcun senso; fatto che complica la comprensione e la comunicazione.


I modi di dire in italiano sono davvero numerosi e il loro uso è frequestissimo.


Con questa serie di articoli scopriremo piano piano questi codici linguistici affascinanti che arricchiscono tutte le lingue! Partiamo!

A occhio e croce

"A occhio" o "Ad occhio e croce" significa approssimativamente, grosso modo, circa, all’incirca, più o meno.


Vuol dire che stiamo effettuando una valutazione in modo approssimativo; che giudichiamo secondo quanto si può dire a prima vista.


Esempi:

- Quante persone stanno aspettando l'autobus? - Boh, a occhio e croce saranno una ventina. (Sto effettuando una valutazione in modo approssimativo)


- Secondo te, quanti anni ha quella ragazza? - Beh, non saprei, ad occhio e croce, massimo 17 anni. (Questa è, per quanto io veda, la mia valutazione)

Fare i conti senza l'oste

"Fare i conti senza l'oste" è un espressione idiomatica che viene detta a una persona che prende decisioni affrettate senza valutare alcuni fattori fondamentali.

Viene detta a chi decide senza consultarsi con le persone interessate, senza tener conto della volontà altrui e di un eventuale rifiuto.


Esempi:

- Io stasera esco con degli amici della scuola. - Non fare i conti senza l’oste. La mamma ha detto che stasera abbiamo ospiti. Non esce nessuno.


- Ho fatto i conti senza l'oste. Ho prenotato due biglietti per lo spettacolo all'Arena di Verona ma mio marito sarà via per lavoro. Avrei dovuto chiedere prima di agire.

* Oste = proprietario dell’osteria

Trattare con i guanti

"Trattare con i guanti" o “Trattare con i guanti bianchi” significa trattare con la massima attenzione, con estrema gentilezza e rispetto, con tutti i riguardi, con tutte le cure possibili (anche in senso figurato).


La frase originaria (nata in Francia) era “Trattare coi guanti gialli“. Passata la moda del giallo, i guanti diventarono bianchi come quelli del cameriere e del maggiordomo.


Esempi:

- Tutte le donne dovrebbero essere trattate con i guanti.


- Ti posso confermare che lei lo tratta con i guanti bianchi. Lui invece è un maleducato egoista.

Piove sempre sul bagnato

"Piovere sul bagnato” è un espressione che si usa per dire:

- che la fortuna sorride alle persone già fortunate (senso positivo) o

- che le cose vanno sempre peggio per chi sta già male (senso negativo).

Esempi:

- È incredibile! Paolo ha di nuovo vinto alla lotteria. Piove sempre sul bagnato.

- Ieri l’hanno licenziato e come se non bastasse, tornando a casa, gli si è rotta la macchina. Ma è proprio vero che piove sempre sul bagnato.

È inutile piangere sul latte versato

L’espressione significa che non serve a nulla disperarsi, lamentarsi o pentirsi per un fatto già avvenuto.

Dato che non si può tornare indietro a correggere un errrore o a cancellare quello che è successo, non serve a nulla piangere e continuare a pensarci.

Esempi:

- È stato un insuccesso totale, lo capisco, ma basta! È inutile piangere sul latte versato. Andiamo avanti!


- Sinceramente, non vedo il senso di piangere sul latte versato. Lei se n'è andata con il suo capo. Credimi amico, meriti molto di più. Dai, dai, su! Meglio soli che male accompagnati!

*"Meglio soli che male accompagnati!" è un altro modo di dire che si usa per dire che a volte la solitudine è la scelta migliore. L’espressione non è un invito alla solitudine ma un invito ad imparare a scegliere le persone che vogliamo far entrare nella nostra vita e allontanarsi da amori tossici o amicizie false.

Essere una gatta morta
Copertina del romanzo di Moscardelli Chiara

Torniamo al titolo del romanzo di Moscardelli.

Con le espressioni "Essere una gatta morta" o "Fare la gatta morta" si indica una persona che, nonostante il suo comportamento apparentemente inoffensivo e innocuo, nasconde una personalità malevola, subdola, sleale e aggressiva.


La gattamorta finge di essere timida, dolce o indifferente per ingannare e raggiungere i suoi obiettivi e interessi.


Esempi:

- Sta attento! È una vera gatta morta! Sotto il suo aspetto tranquillo c'è un carattere maligno.


- È una vera e propria manipolatrice. Facendo la gatta morta ottiene ciò che vuole.


La frase si usa solo in femminile e certamente non è una lusinga nei confronti di una donna


Riguardo il libro "Volevo essere una gatta morta"


Ho letto con vero piacere questo libro. È un romanzo leggero, divertente e sarcastico. È scritto in maniera scorrevole con un linguaggio molto semplice. Lo consiglierei ad adulti (soprattutto donne) con un livello in italiano intermedio-alto.

 
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