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  • Writer's pictureAthanasia Seimenidou

Il Teorema. Ma esistono leggi in amore?

Vi sarà certo capitato di ascoltare una canzone o una melodia e immediatamente ricordare una persona o una situazione particolare. Ricordi, emozioni e pensieri che pensiamo di aver dimenticato, tutt'a un tratto, si risvegliano.

E' proprio quello che mi è successo qualche giorno fa nell'ascolto di una canzone di Marco Ferradini che si intitola Teorema.


Teorema fa parte della colonna sonora del film Chiedimi se sono felice, uno dei miei film preferiti in assoluto! Un film commedia (del 2000) del famoso trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, che avevo comprato in videocassetta a Catania anni fa, durante una meravigliosa vacanza studio...

Appena sentita la canzone, a parte i bei ricordi che mi ha suscitato, mi sono ricordata di una scena divertente del film.


Nel film allora, si svolge una scena in cui Aldo cerca di dare lezioni sull'amore a Giacomo che si è innamorato di una ragazza.

Aldo allora, considerando Marco Ferradini un "tuttologo sull'amore", usa la canzone per spiegare al suo amico le regole delle relazioni. Le regole che matematicamente fanno sì che un uomo conquisti una donna.

Ma esistono leggi in amore? O bisogna essere quello che sei?


Il brano descrive l'esperienza di un uomo ferito. Un uomo deluso che riflette su come bisognerebbe comportarsi per ottenere l'amore della donna che si desidera. Secondo lui allora, se uno dà troppo amore, non conquista la donna che ama, perchè come sostiene: "chi è troppo amato amore non dà". Invece se si dà meno di quello che si aspetta, si ha successo perchè "chi è meno amato più amore ti dà".


Dopo tali riflessioni, il testo conclude affermando che non esistono leggi in amore, ma basta semplicemente essere quello che sei. Che l'uomo fa questi pensieri solo perchè è deluso e che bisogna essere aperto perchè dietro l'angolo c'è la persona giusta che lo cerca.


Il testo è ottimo per l'approfondimento del modo imperativo, dei pronomi diretti e indiretti e non solo. Ascoltiamo...


Teorema (1)

Prendi (2) una donna dille (3) che l'ami (4), scrivile (5) canzoni d'amore (6). Mandale (7) rose e poesie, dalle (8) anche spremute di cuore. Falla (9) sempre sentire importante, dalle il meglio (10) del meglio che hai. Cerca di essere (11) un tenero amante, sii (12) sempre presente, risolvile (13) i guai (14).

E sta sicuro che ti lascerà. Chi è troppo amato amore non (15). E sta sicuro che ti lascerà. Chi meno ama è il più forte, si sa (16).

Prendi una donna trattala male (17), lascia che ti aspetti (18) per ore. Non farti vivo (19) e quando la chiami, fallo come fosse (20) un favore. Fa sentire che è poco importante, dosa (21) bene amore e crudeltà, cerca di essere un tenero amante ma fuori del letto nessuna pietà (22).

E allora sì vedrai che t'amerà. Chi è meno amato più amore ti dà. E allora sì vedrai che t'amerà. Chi meno ama è il più forte, si sa.

No caro amico non sono d'accordo. Parli da uomo ferito (23). Pezzo di pane (24).

Lei se ne è andata (25) e tu non hai resistito. Non esistono leggi in amore, basta essere quello che sei. Lascia aperta la porta del cuore, vedrai (26) che una donna è già in cerca di (27) te.

Senza l'amore un uomo che cos'è? Su questo sarai d'accordo con me (28). Senza l'amore un uomo che cos'è? E questa l'unica legge che c'è (29).

Analisi grammaticale

(1) Teorema: La parola Teorema (te·o·rè·ma) deriva dalla parola greca "ϑεώρημα" (the·ò·ri·ma) che significa ricerca, meditazione.Teorema allora è un'affermazione (matematica o filosofica), una proposizione dimostrata logicamente a partire da assiomi o da altre proposizioni derivate.

È una parola maschile: il teorema - i teoremi.


(2) Prendi: Imperativo del verbo "prendere", 2a persona singolare.

[-/tu prendi/lui,lei prenda/noi prendiamo/voi prendete/loroprendano]


(3) dille: Imperativo del verbo "dire" con il pronome indiretto "le" cioè "a lei", 2a persona singolare. [-/ti di'/lui,lei dica/noi diciamo/voi dite/loro dicano]


Imperativi tronchi: I verbi dire, dare, fare stare, perdono la vocale finale alla 2a persona singolare (dici - di', dai - da', fai - fa', stai - sta', vai - va').


Con gli imperativi tronchi i pronomi raddoppiano la consonante iniziale.

  • di' a lei = dille

  • da' a me = dammi

  • fa' i compiti = falli

Eccezione il pronome gli: da' a lui = dagli, di' a lui = digli


**di', e di: Facciamo un po' di chiarezza.

  • Di': con apostrofo, è la seconda persona singolare dell'imperativo del verbo dire, l'apostrofo segnala il troncamento della “-ci” di "dici".

  • : con accento, è il sostantivo maschile derivato dal latino diem “giorno”.

  • Di: indica la preposizione semplice.

(4) l'ami: Pronome diretto "la". Presente indictivo del verbo "amare", 2a persona singolare.

  • Dille che la ami. Che ami lei.

(5) scrivile: Imperativo del verbo "scrivere", 2a persona singolare con pronome personale indiretto.

  • Scrivi a lei = scrivile

(6) d'amore = di amore: Qui abbiamo il fenomeno fonetico-sintattico di elisione cioè la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale o per la lettera "h".


(7) (8) (13) Mandale, dalle, risolvile: Anche qui abbiamo i verbi mandare, dare, risolvere all'imperativo con il pronome indiretto "le" cioè "a lei"

[-/tu manda/lui, lei mandi/noi mandiamo/voi mandate/loro mandino]

[-/tu da' o dai/lui, lei dia/noi diamo/voi date/loro diano]

[-/tu risolvi/lui, lei risolva/noi risolviamo/voi risolvete/loro risolvano]


(9) falla: Imperativo del verbo "fare", 2a persona singolare, con il pronome diretto "la" cioè "lei".

  • fa' lei = falla

Il pronome raddoppia la consonante iniziale a causa dell'imperativo tronco (vedi numero 3)


(10) meglio: è il comparativo dell'avverbio "bene".

- Positivo: bene

- Comparativo: meglio

- Superlativo: ottimamente o benissimo


Il contrario di "meglio" è "peggio" che è il comparativo dell'avverbio "male"

- Positivo: male

- Comparartivo: peggio

- Superlativo: pessimamente o malissimo


(11) cerca di essere: Cercare è uno dei verbi che reggono la forma "di + infinito".

Altri verbi che richiedono la preposizione "di" prima di un verbo all'infinito: decidere, dimenticare,evitare, finire, accettare ecc.


(12) sii: Imperativo del verbo irregolare "essere", 2a persona singolare.

[-/sii/sia/siamo/siate/siano]


(14) guai: Plurale della parola "guaio" cioè problema, situazione spiacevole o difficile.


La parola"guai" (in plurale) esprime anche una minaccia: guai a lei se fa tardi. Introduce un ammonimento, un invito alla cautela: guai a te se provi a rifarlo!


(15) : Presente indicativo del verbo "dare", 3a persona singolare

[io do/tu dai/lui dà/noi diamo/voi date/loro danno]


**da', e da: Facciamo chiarezza.

  • Da': con apostrofo, è la seconda persona singolare dell'imperativo del verbo dare, l'apostrofo segnala il troncamento della “-i” di "dai".

  • : con accento, è il presente indicativo del verbo dare.

  • Da: Indica la preposizione semplice.

(16) si sa: Qui abbiamo un "si" impersonale. Questo "si" equivale all'indefinito "uno" e ha sempre il verbo alla 3a persona singolare.

  • Si sa da tutti.

  • Si sa che è l'amante del capo.

  • In questo paese si sa subito tutto.

(17) trattala male: Trattare male significa comportarsi in malo modo con qualcuno, maltrattare. Anche qui il verbo "trattare" è all'imperativo con il pronome diretto "la" unito (tratta lei male).


(18) lascia che ti aspetti: È obbligatorio usare il congiuntivo dopo verbi ed espressioni che indicano volontà, aspettativa, dubbio (come volere, desiderare, chiedere, preferire, controllare, ordinare, lasciare, esigere, pretendere, permettere, evitare, ecc.)

  • L’avvocato ha chiesto che l’imputato prendesse la parola.

  • Voglio che tu sia felice.

  • Lascia che ti spieghi cosa succede.

  • Lasciate che parli per favore?

La struttura allora è lasciare + che + congiuntivo

  • Lascia che ti aspetti.

  • Lascia che parli io a lei.

Esiste però anche la forma lasciare + infinito che equivale a permettere di + infinito

  • Lasciala aspettare.

  • Lasciami parlare per cortesia.

  • Lo hanno lasciato uscire.

(19) Non farti vivo: Qui abbiamo un imperativo negativo. L’imperativo negativo forma la 2a persona singolare con non + infinito.

A differenza dell’imperativo affermativo, nell’imperativo negativo i pronomi possono trovarsi sia dopo, sia prima del verbo.


Imperativo affermativo, 2a persona:

  • Fatti vivo.

  • Trattala male.

Imperativo negativo, 2a persona:

  • "Non farti vivo." o "Non ti fare vivo."

  • "Non trattarla male." o "Non la trattare male".

"Farsi vivo" è una locuzione verbale che significa comparire o dare notizie di sé, specialmente dopo lungo tempo.

  • Gli scriverò due righe, tanto per farmi vivo.

  • Si è fatto vivo dopo due mesi.

(20) fallo come fosse un favore: "fosse" è il congiuntivo imperfetto del verdo "essere".

[che io fossi/che tu fossi/che lui fosse/che noi fossimo/che voi foste/che loro fossero]


"Come", "come se", "quasi", "quasi che" accompagnati da un congiuntivo imperfetto o congiuntivo trapassato, introducono una proposizione di valore comparativo e ipotetico:

  • Rispettalo come fosse tuo padre.

  • Fallo come fosse un favore.

  • Tratta la sua ragazza come se non gli importasse niente di lei.

(21) dosa: Imperativo del verbo "dosare", 2a persona singolare.

[-/tu dosa/lui,lei dosi/noi dosiamo/voi dosate/loro dosino]


Dosare significa misurare qualcosa, mettere la quantità esatta di una sostanza.


(22) nessuna pietà: nessuna compassione, nessuna umanità o tolleranza.

(23) Parli da uomo ferito: La preposizione "da" ha numerosi significati. In questo caso il suo valore è quello di esprimere un modo (nel senso di "come", per indicare un qualcosa che è tipico di qualcuno).

  • Ti parlo da amico.

  • Comportati da soldato disciplinato.

(24) Pezzo di pane: "essere un pezzo di pane" vuol dire essere una persona altruista, mite, generosa, buona. La frase si usa anche con gli animali domestici se vogliamo dire che non sono aggressivi.

  • Gianni è un pezzo di pane, fidati di lui.

  • È un cane molto tranquillo, è proprio un pezzo di pane.

(25) se ne è andata: Passato prossimo del verbo pronominale "andarsene", 3a persona singolare.

Andarsene significa, lasciare un luogo, andare via.

Presente indicativo:

io me ne vado/tu te ne vai/lui,lei se ne va/noi ce ne andiamo/voi ve ne andate/loro se ne vanno

Passato prossimo:

io me ne sono andato-a/tu te ne sei andato-a/lui,lei se n'è andato-a/noi ce ne siamo andati-e/voi ve ne siete andati-e/loro se ne sono andati-e

(26) vedrai: Futuro del verbo "vedere", 2a persona singolare.

[io vedrò/tu vedrai/lui vedrà/noi vedremo/voi vedrete/loro vedranno]

(27) in cerca di: Il cercare. Essere in cerca di qualcosa, andare in cerca di fortuna, in cerca di un’occasione, in cerca dell’anima gemella, in cerca di un'avventura.

(28) sarai d'accordo con me: "Sarai" è il futuro semplice del verbo irregolare "essere".

[io sarò/tu sarai/lui sarà/noi saremo/voi sarete/loro saranno]


Il futuro in questo caso esprime ipotesi:

  • A quest'ora sarà a casa (faccio un ipotesi).

  • Su questa cosa sarai d'accordo con me (suppongo che tu sia d'accordo con me)

"Accordo" significa conformità di opinioni o intenzioni, armonia, patto tra persone o enti.

"D’accordo "allora vuol dire siamo in armonia, abbiamo la stessa opinione, la pensiamo allo stesso modo.

  • Sono d'accordo con te/Non sono d'accordo con te.

Spesso si usa come risposta affermativa:

  • "Allora, ci vediamo domattina alle nove" – "Daccordo! "

**Si scrive "d'accordo" con l'apostrofo (elisione). Scrivere “daccordo” tutto attaccato è sbagliato.

(29) c'è: Presente indicativo del verbo "esserci", 3a persona singolare. Forma contratta del "ci è". "Esserci" significa esistere, sussistere.

  • C’è mamma a casa?

  • Non c’è problema!

  • Non c’è dubbio.

 

Per approfondimenti:

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