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  • Writer's pictureAthanasia Seimenidou

Articolo sì o articolo no, questo è il problema!


Povero papero!

È vero che di fronte ai nomi di parentela occorre fare delle distinzioni, visto che la casistica è varia, ma non si tratta di un dubbio amletico!


In questo post vedremo a) la relazione tra gli aggettivi possessivi e l'articolo con i nomi di parentela, b) alcuni usi particolari dei pronomi possessivi e come sempre c) un po' di vocabolario.

Aggettivi possessivi e pronomi possessivi

Gli aggettivi possessivi indicano un possesso materiale, un rapporto affettivo, un'appartenenza spirituale, ecc. A parte Loro, che è una forma invariabile, concordano con i nomi nel genere e nel numero.

  • La mia borsa è rossa.

  • Le tue scarpe sono meravigliose.

  • La loro casa è grandissima.

  • Le loro camere sono al piano di sopra.

Gli aggettivi possessivi diventano pronomi possessivi quando sostituiscono un nome già espresso in precedenza.

  • La mia casa è più grande della tua.

  • Hai la tua penna, non usare la mia.

Il pronome possessivo è sempre preceduto dall'articolo determinativo, anche quando si riferisce a nomi di famiglia al singolare.

  • Mia sorella si chiama Antonella. Come si chiama la tua?

Quando il pronome possessivo è preceduto dal verbo essere, l'uso dell'articolo davanti al pronome possessivo è facoltativo.

  • Anna, questa borsa è (la) tua? - Sì, è (la) mia, grazie.

Articolo sì o articolo no?

Vediamo adesso nel dettaglio cosa succede con i nomi di parentela.


Articolo NO

1. L'articolo si omette davanti a un nome di parentela al singolare: madre, padre, figlio, figlia, fratello, sorella, marito, moglie, ecc.

  • Mia madre è più giovane della tua.

  • Nostra figlia va al nido.

2. Nei casi in cui il nome di parentela è accompagnato da un nome o cognome di persona, l'articolo viene omesso.

  • Mio nonno Gianni vive in Grecia.

Articolo Sì

1. Quando il nome di parentela è al plurale.

  • i suoi fratelli, le nostre figlie, le vostre sorelle, i nostri nonni, le sue cugine, ecc.

2. Quando al nome di parentela segue, o precede, un aggettivo.

  • Questa è la mia figlia maggiore.

  • Questa è la mia bella figlia.

3. Quando il nome di parentela al singolare è alterato: fratellino, sorellona, nonnino, ecc.

  • Lui è il mio fratellino.

  • La mia nonnina!

4. Con le varianti affettive dei nomi di parentela: babbo, papà, mamma, figliolo, figliola, ecc.

  • La mia mamma, il mio papà, il mio babbo, ecc.

5. Con le forme: patrigno, matrigna, figliastro, figliastra, ecc.

  • Il mio patrigno è molto gentile.

6. Con i termini che indicano rapporti sentimentali ma non ancora di parentela vera e propria: fidanzato, ragazzo, moroso, amante, ecc.

  • Il mio fidanzato viene domani.

  • La sua attuale ragazza è davvero gelosa.

7. In frasi con valore enfatico nelle quali il possessivo viene posposto.

  • Il figlio mio.

  • Il nonno mio.

8. LORO vuole sempre l'articolo.

  • il loro padre, la loro zia, il loro nipote, i loro fratelli, i loro nipoti, ecc.

Usi particolari dei pronomi possessivi

1. Al maschile plurale (i miei, i tuoi, ecc.) può indicare i famigliari, i compagni di partito, i commilitoni, i compatrioti.

  • Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

  • Salutami i tuoi.

  • Arrivano i nostri!

  • Essi sono dei nostri.

2. Al femminile singolare può significare:

a) Lettera, missiva

  • Come ti spiegavo nell'altra mia.

  • In risposta alla vostra, la informo che accettiamo la proposta.

b) Opinione, idea

  • Ognuno ha il diritto di dire la sua.

  • Era così furioso che non ho osato dirgli la mia.

c) Salute (con la preposizione alla)

  • Beviamo alla nostra!

  • Alla tua!

d) Preceduto dalla preposizione dalla assume il significato di parte.

  • Alla fine l'ho convinto e l'ho tirato dalla mia.

3. Al femminile plurale

a) Indica birichinate, sciocchezze, battute di spirito. Si trova quasi sempre preceduto da una delle/qualcuna delle.

  • Ne hai detta una delle tue! (sciocchezze)

b) Nell'espressione idiomatica ''stare sulle sue'' che significa non dare confidenza.

  • Ho fatto di tutto per farla sentire bene, eppure dopo tutto questo tempo, sta ancora sulle sue.

Alcune delle parole e delle frasi che usano i nostri due protagonisti.

tentativo di riconciliazione o tentativo di conciliazione: è un modo di risoluzione delle controversie civili attraverso il quale le controparti raggiungono un accordo.

  • Il tribunale, prima di autorizzare il divorzio, convoca gli sposi per un tentativo di riconciliazione.

riconciliarsi: rappacificarsi, conciliarsi di nuovo.

  • riconciliarsi con i genitori, riconciliarsi con un avversario

  • riconciliarsi con se stessi (trovare un equilibrio interiore)

rimediare: aggiustare una situazione negativa o problematica, risolvere.

  • Mi dispiace. Come posso rimediare?

fare pace: rappacificarsi dopo aver litigato.

  • È l'occasione ideale per fare pace.

è colpa (di): responsabilità.

  • Non è colpa tua.

  • Infine si sono separati ed è colpa di entrambi.

entrarci nulla/niente: non avere a che fare, non avere a che vedere.

  • Io non c’entro niente.

ficcare il naso: intromettersi, impicciarsi.

  • Non devi ficcare il naso nella vita intima della gente.

uffa: (esclamazione) esprime noia, fastidio, impazienza.

  • Uffa, che caldo!

mammone: chi è troppo attaccato alla mamma.

  • Non so se dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna, ma sono certa che dietro ogni uomo mammone c'è una donna che l'ha fatto diventare tale.

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